PERSONAGGI

Personaggi più ricorrenti:

POLIZIA CRIMINALE (Kriminalpolizei, abbreviata in KriPo)
Nome Qualifica Sigla Significato
Verena Siebach

Dirigente superiore

Dirigente Superiore

KOR Kriminaloberrätin

La poliziotta più alta in grado della Polizia Criminale di Colonia. Alta poco più di un metro e settanta, ha da poco superato la cinquantina. Sempre impeccabilmente truccata e con i capelli a posto, indossa l'uniforme con la consumata esperienza di una modella professionista. Le malelingue amano dire che passa tutto il tempo a lucidare l'uniforme ed in particolare le due stellette dorate che ne indicano la qualifica, ma anche a mantenere impeccabile il suo aspetto, ad uso e consumo dei giornalisti con cui ama parlare.

Voci, peraltro non confermate, anche se da molti condivise. Però è una poliziotta capace e molto ligia a leggi e regolamenti. Forse anche troppo, secondo i suoi subalterni. Pur avendo poca esperienza in fatto di investigazioni, sta sempre dalla parte degli investigatori suoi subalterni, che difende con le unghie e con i denti, anche e soprattutto in presenza di pressioni politiche e/o federali.


TERZA SQUADRA OMICIDI (Kripo - Dritte Mordkommission)
Nome Qualifica Sigla Significato
Alois Liebermann

Commissario capo coordinatore

Commissario Capo Coordinatore

KHK Kriminalhauptkommissar

Alto un metro e ottanta, quarant'anni, introverso, poco propenso all'azione, riflessivo, comunque capace di tremendi scatti d'ira se provocato. Abbandonato alla nascita sulla porta del Convento di Sankt Alois, appena fuori Colonia, è stato cresciuto amorevolmente dalle suore, tantochè Liebermann considera la Madre Superiora, Angelika Fuchs, come sua madre putativa. Al Convento aveva fatto conoscenza anche con l'Arcivescovo di Colonia, cardinale Hermann Reuter, che considera come un padre putativo. In stato di perenne sconforto per la consapevolezza dell'abbandono, Liebermann ama farsi confessare dal Cardinale, l'unica persona di cui si fida fino in fondo. Scapolo per scelta di vita ("...come si fa a far capire ad un'altra persona cosa provo?..."), abita in una stanza del Convento ed, anche nel corso delle indagini, cerca sempre elementi utili per rintracciare i suoi veri genitori. Probabilmente, nemmeno Alois Liebermann è il suo vero nome, perchè sembra essere il frutto di una coincidenza piuttosto grossolana. Il nome Alois potrebbe derivare dal Convento dove fu abbandonato, intitolato a Sankt Alois, appunto. Liebermann ("innamorato", "amante", "uomo che ama") potrebbe derivare dall'atteggiamento in cui il santo è dipinto su un affresco posto sopra l'altare maggiore della cappella del Convento. Sankt Alois, infatti, è in atteggiamento adorante nei confronti della Madonna col bambino Gesù.


Nome Qualifica Sigla Significato
Josefa "Sefi" Jürgens

Commissario

Commissario

KHK Kriminalhauptkommissarin

Sessantaquattrenne, sposata e con tre figli, anche lei, come Liebermann, non ha mai amato molto l'azione. Ferita in uno scontro a fuoco con una banda di rapinatori una trentina d'anni prima, ha accettato di buon grado di occuparsi dei servizi sedentari. Esperta di computer (si dice sia stata il primo poliziotto in tutto il Land ad averne imparato l'uso), esegue ricerche d'archivio, cataloga, archivia ed è un'autentica fonte di intuito femminile ed è l'elemento di equilibrio della squadra. Materna, scherzosa e disponibile, indossa sempre la divisa con le tre stelle argentee sulle controspalline. Unico cruccio della sua vita è il non riuscire ad andare finalmente in pensione e di occuparsi del marito.


Nome Qualifica Sigla Significato
Günther Sikora

Ispettore capo

Ispettore Capo

KOK Kriminaloberkommissar

Braccio destro di Liebermann, soprattutto nelle situazioni in cui si deve menare le mani e sparare. Trentasei anni, estroverso, dice sempre ciò che pensa, si affida maggiormente all'istinto che all'intuito. Di origini polacco/austriache, detesta chi, in un modo o nell'altro, glielo ricorda ed i pregiudizi in generale. Sposato con Alice Kostner, un'allevatrice di cani rottweiler, non ha figli e né lui né la moglie sanno cucinare. È un blando fumatore, porta grandi occhiali rotondi senza montatura e, l'inverno, si tiene calda la fronte con una fascia di pile per combattere la sinusite di cui soffre. Fa parte della squadra di boxe della Polizia.


Nome Qualifica Sigla Significato
Manfred Volkenstein

Ispettore

Ispettore

KK Kriminalkommissar

Venticinque anni, timido ma sempre pronto a mostrare gli attributi, è fresco di nomina. I suoi frequenti atteggiamenti militareschi lo rendono ridicolo ed oggetto di scherno da parte dei colleghi, sui quali giganteggia dall'alto del metro e novanta di altezza. Scapolo, ma con un numero imprecisato di "fidanzate", è l'elemento jolly della squadra, un valido aiuto sia nel lavoro di ricerca sia in azione.


SCIENTIFICA (Kriminaltechnische Untersuchung, abbreviato in KTU)
Nome Qualifica Sigla Significato
Andreas Hagen

Commissario capo coordinatore

Commissario Capo Coordinatore

KHK Kriminalhauptkommissar

Massiccio, folti capelli e barba, è un forte fumatore di sigarette Rothmans. Brontola spesso con la sua inconfondibile voce roca ma, in fondo, è un bonaccione col quale è facile legare. Competente, a volte assai pignolo, usa il pugno di ferro con i suoi uomini ed i suoi modi spicci spesso non sono ben visti dai colleghi più giovani ed inesperti. È originario di Brema, dove ha coordinato la locale sezione Scientifica della Polizia per un ventennio. Di quell'esperienza ricorda spesso i troppi cadaveri ripescati nel Weser.


Nome Qualifica Sigla Significato
Michael "Mischa" Leitner

Commissario

Commissario

KHK Kriminalhauptkommissar

Cugino della "scannamorti" Ulrike Leitner, è il vice di Hagen. Simpatico, disponibile ma a volte succube del burbero capo, al quale non riesce quasi mai a dire di no, Leitner è la figura di riferimento per i colleghi meno esperti, ai quali trasmette il suo entusiasmo e la sua competenza.


Ulrike Leitner, detta "scannamorti": Medico legale. Bionda, trentasette anni, non altissima ma slanciata, ama, per usare parole sue, "distillare le perle della propria scienza", esprimendosi in linguaggio a volte molto tecnico come se fosse una docente universitaria alle prese con gli studenti di un master.


Adelheide Geisler, detta "Heidi": Procuratore di Stato, è colei che spesso porta in tribunale i criminali arrestati dalla Terza Squadra Omicidi. Trentotto anni, sposata con un bancario e senza figli, il lavoro la porta ad essere una donna ligia, ed a volte rigida. Anche se a malincuore ammette che metodi poco ortodossi portano più spesso risultati di quelli legali, rifiuta di aggiustare le cose e porta in tribunale solo quanto ottenuto seguendo le procedure.


Hermann Reuter: Arcivescovo di Colonia, nominato Cardinale da un lustro. Settant'anni, folti capelli bianchi, occhi azzurri e labbra sottili, è un po' il padre putativo di Alois Liebermann, col quale ama parlare anche di argomenti molto intimi e personali. Saggio ma impulsivo, non manca di lanciare anatemi contro la criminalità dal pulpito, motivo per il quale è spesso minacciato. Ha sempre rifiutato di avere una scorta, ma Liebermann, dopo un fallito attentato, gli ha messo due guardie del corpo per proteggerlo a distanza.



Altri personaggi:

POLIZIA FLUVIALE (Wasserschutzpolizei)
Nome Qualifica Sigla Significato
Brigitte Lemper

Commissario

Commissario

PHK Polizeihauptkommissarin

Sui trentacinque anni, capelli biondo cenere e freddi occhi color acciaio, che contrastano con la voce abituata a comandare. Non bella, forse, ma con un volto che rimane facilmente impresso nella mente. Sotto l'uniforme blu scuro della Polizia Fluviale si indovina una figura snella e scattante. Tipo sportivo e con fegato da fare invidia ad un uomo, non ama indossare tailleur o abiti da sera. Grande nuotatrice, usa le gelide acque del Reno quale piscina, sebbene non disdegni di tanto in tanto nuotare in una vera, ed anche andare in palestra. Ama la buona tavola, specie i salumi tipici del Nord Reno Westfalia, tenta spesso di invitare a cena Alois Liebermann.


Nome Qualifica Sigla Significato
Bruno Lamprecht

Ispettore

Ispettore

PK Polizeikommissar

Di altezza media, capelli ricci e rossi, occhi castani e lentiggini che gli punteggiano i pesanti lineamenti, Bruno Lamprecht ha venticinque anni e dà molta importanza al grado ed alle scale gerarchiche. Come altre persone, colleghi e non, è convinto che presto dovrà intraprendere la carriera di dirigente, magari alla Centrale di Polizia Fluviale, a Duisburg. In realtà è poco più di un novellino, non molto diverso da quelle persone, militari e non, che si comportano come lupi famelici con i subalterni per trasformarsi in pavidi agnellini davanti ai superiori. Testardo, pigro, ambizioso, è anche convinto di essere un irresistibile playboy. Tenta spesso, ma invano, di corteggiare la giovane cameriera del bar a poca distanza dalla Centrale di Polizia Fluviale di Colonia. Tuttavia è misogino e sessista quasi quanto Harald Hrubesch e, come questi, detesta le donne nelle stanze dei bottoni.


COORDINAMENTO DELLE TRE SQUADRE OMICIDI
Nome Qualifica Sigla Significato
Jochen Metzelder

Primo Commissario capo

Primo Commissario Capo

EKHK Erster Kriminalhauptkommissar

Sessantadue anni, da quaranta in Polizia, è un po' il padrino di tutti i poliziotti che, negli anni, si sono avvicendati nelle tre squadre omicidi di Colonia.


PRIMA SQUADRA NARCOTICI
Nome Qualifica Sigla Significato
Harald Hrubesch

Commissario capo coordinatore

Commissario Capo Coordinatore

KHK Kriminalhauptkommissar

Quarantotto anni, corporatura massiccia, calvo, sale e pepe i capelli che gli coprono le tempie e la nuca, è un tipo burbero e scontroso. Spesso la sua strada si incrocia con quella di Liebermann e soci. Socievole solo quanto basta nel lavoro, nella vita è un solitario, schivo, silenzioso. Non a caso, il suo soprannome è der Bär, l'Orso. Scapolo e senza amici, qualcuno ha fatto correre la voce (falsa e maligna) che fosse gay solo perchè misogino. Rifiuta infatti ogni contatto con le donne, non sopporta avere Verena Siebach come dirigente e le donne in carriera in generale. Difatti, la sua è l'unica squadra composta da soli uomini.


B.K.A. (BundesKriminalAmt)
Nome Qualifica Sigla Significato
Georg Pitzschke

Primo Commissario

B.K.A. (Polizia Federale)

EKHK Erster Kriminalhauptkommissar

Di altezza e corporatura media, coetaneo di Sefi ed il volto perennemente atteggiato in un'espressione che ricorda un basset hound, Georg Pitzschke è un importante funzionario del B.K.A., l'equivalente tedesco del F.B.I. americano. Totalmente privo di senso dell'umorismo, anche nelle frasi più banali ed innocue coglie sarcasmo o ironia, che dimostra apertamente di non apprezzare. Si scontra con gli uomini della Terza Squadra Omicidi per questioni di competenza nelle indagini. Tuttavia è un poliziotto con notevole esperienza e sa incassare anche le peggiori umiliazioni e sconfitte col suo aplomb e la sua flemma molto "british".


PATTUGLIA, LAVORI VARI D'UFFICIO
Alcuni agenti scelti capo

PHM Polizeihauptmeister
Alcuni agenti scelti

POM Polizeiobermeister
Alcuni agenti

PM Polizeimeister

Horst Heynemann: Giudice, il magistrato più anziano del Tribunale di Colonia. Settantacinque anni ben portati, alto quanto Liebermann, vivaci e mobili occhi azzurri cerchiati da un paio d'occhiali con la montatura di metallo dorato, ha passato quarant'anni in magistratura, lavorando nei Tribunali di Magonza, Monaco e, da quasi un ventennio, a Colonia, la sua città natale. Il portamento eretto e decoroso, l'abbigliamento sempre elegante ed impeccabile, e l'aspetto distinto danno di lui l'impressione che sia, o sia stato, un militare. Cosa peraltro vera, poichè ha servito per cinque anni quale ufficiale della Marina Tedesca. Uomo pacato e di poche parole, Heynemann detesta mortalmente gli inevitabili scontri verbali tra Accusa e Difesa, che altrettanto inevitabilmente riesce a far cessare usando la sua potente voce, la quale in quei frangenti assume quel tono autoritario tipicamente militare che incuteva timore e rispetto.


Arno Jägen, detto "il nano": Procuratore capo. L'odioso nomignolo da tutti sussurrato in sua assenza deriva dal fatto che Jägen non arriva al metro e quaranta di altezza. Originario di Berlino, è a capo della Procura di Colonia da almeno un quarto di secolo. La caratteristica voce da uomo bassetto, gradevolmente simpatica, tuttavia non è mai sentita con piacere, specialmente quando il c'è rischio, anche infinitesimale, di coinvolgere politici o personalità di spicco nelle indagini. Brillante mente legale, è pubblicista e molti suoi articoli compaiono nelle riviste specializzate e, talvolta, anche in siti internet a carattere giuridico.


Leonard Henze: Investigatore privato. Alto sul metro e settanta, falso magro, capelli spettinati che necessitano di lavaggio e taglio, barba di tre giorni, ricorda vagamente gli investigatori hard boiled come il Philip Marlowe di Raymond Chandler. Ha cinquant'anni, ma guardandolo in viso, gliene si possono darne almeno sessanta. Nei profondi occhi bruni, stanchi ed opachi, si indovinano antichi entusiasmi oramai spenti e sopiti come vulcani estinti. Ex ispettore della Seconda Squadra Omicidi, ne aveva denunciato i membri per corruzione. Dopo un infamante processo nel quale gli imputati sono stati assolti e reintegrati nei rispettivi ruoli con tante scuse, Henze ha lasciato la polizia e, grazie ai buoni servigi del primo commissario capo Jochen Metzelder, ha aperto l'agenzia investigativa che dirige senza successo. Spesso accarezza l'idea del suicidio ed è vittima dei feroci dispetti degli ex colleghi che, di tanto in tanto, gli fanno visita per parlare dei vecchi tempi.


Anton "Toni" Mang: Giornalista del Kölnische Rundschau, quotidiano di Colonia a tiratura nazionale. Per essere esatti, è ciò che si può definire un giornalista d'assalto. Cinquantasette anni, capelli neri radi ma impeccabilmente pettinati e tenuti giù da una mano generosa ma non eccessiva di Matt Look Gel, generalmente indossa uno shearling grigio aperto sapientemente sul torso in modo da far intravedere il colletto inamidato della camicia e la cravatta, pantaloni di cachemire anch'essi grigi e scarpe allacciate nere. A vederlo, si può scambiarlo per uno dei tanti burocrati della città, particolare sul quale lui ama giocare. Proprio perchè ha un aspetto così ordinario, kafkiano, che nessuno nota, riesce ad essere l'"uomo giusto nel posto giusto"; pochi giornalisti hanno un fiuto anche lontanamente paragonabile al suo. Più volte denunciato per aver rivelato notizie coperte dal segreto istruttorio, ne è sempre uscito pulito; i maligni insinuano perchè ha amicizie influenti sia alla Polizia sia alla Procura di Stato.


Suor Angelika Fuchs: Madre superiora del convento di Sankt Alois. Settantasei anni, energica, decisa, prende molto sul serio le responsabilità che il suo ruolo comporta. Un po' la madre putativa di Alois Liebermann, non ha però un grande istinto materno. Tre lauree (teologia, scienze economiche, scienze giuridiche) che ogni tanto fa pesare davanti alle consorelle colpevoli, a suo dire, di non capire come deve essere gestito un antico convento come Sankt Alois.


Suor Margarethe Paulus: Cuoca, lavandaia e domestica tuttofare del convento di Sankt Alois. Settantadue anni, materna, dolce come le crostate che spesso sforna, soffre tuttavia d'insonnia. Molto spesso, quando Liebermann rincasa in piena notte, lo acceca con la torcia con la quale la pia donna si fa luce lungo i corridoi del convento.


Alice Kostner Sikora: Moglie di Günther Sikora e sua coetanea. Allevatrice di rottweiler, è spesso in giro per il mondo per le mostre canine. Donna dolce, premurosa e comprensiva, ma anche decisa, è spesso testimone degli sfoghi rabbiosi del marito, specie quando fuma a letto. Di origini tirolesi, a differenza del marito non subisce pregiudizi razziali.


Renate Sikora: Sorella maggiore di Günther Sikora. Architetto, trentanove anni, vive a Coblenza ma il lavoro, di tanto in tanto, la porta a Colonia. Quando è in città, si installa a casa del fratello e della cognata, con la quale ha un rapporto di reciproca ma faticosa sopportazione. Donna dal temperamento battagliero ed incline al comando, è sposata con un disegnatore di fumetti ma, al pari del fratello e della cognata, è negata per cucinare.

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