AMBIENTAZIONE

Perchè la Germania? Perchè Colonia?

Immaginiamo di entrare in una libreria, anche la più fornita, diamo un'occhiata al comparto dedicato ai libri gialli, thriller e affini, ed azzardiamo una statistica, forse un po' semplicistica, ma attendibile.

Il 50% dei titoli, degli autori e, direi, anche delle ambientazioni sono angloamericani. Il 30% è appannaggio degli italiani. Il resto se lo giocano francesi ed, ultimamente, svedesi. Tra gli altri, i fenomeni Henning Mankell, creatore del commissario Kurt Wallander, e Stieg Larsson, autore della trilogia Millennium, insegnano. Di tedesco, niente. Solo classici (Wolfgang Goethe, Thomas Mann, Hermann Hesse) e qualche saggio (Lutz Klinkhammer, Steffen Prauser).

Cinedom, MediaparkDa sempre sono un appassionato della Germania, è un Paese che ho sempre apprezzato per numerosi motivi, non ultimo la mentalità degli abitanti. La "precisione teutonica", che sa tanto di luogo comune, in realtà esiste davvero. La mentalità tedesca è proprio questa: precisa, pragmatica, pratica, logica.

Ma ciò non significa che abbiano restrizioni mentali o che siano freddi. Icemen, come si direbbe oggi. Al contrario, sono molto aperti ed anche molto più tolleranti di quanto sembra. Non sono forse così estroversi come italiani e spagnoli, ma sanno infondere calore e ti fanno sentire a casa tua, sebbene mantengano una certa fermezza nei modi.

Colonia, in particolare, è la città che ho sempre amato di più. Nel 1982, all'età di nove anni, quando vincemmo il Mondiale di calcio in Spagna, proprio ai danni della Germania, noi bambini, che già collezionavamo da sempre le figurine dei calciatori del campionato italiano, ci scambiavamo anche quelli delle nazionali estere. All'epoca, ricordo, studiavamo un po' d'inglese nel doposcuola e ci divertivamo a storpiare clamorosamente i nomi dei calciatori, pronunciandoli in modi orrendi. Tra una figurina e l'altra, mi ero imbattuto in due grandi campioni: il portiere Harald Anton Schumacher ed il centrocampista Pierre Littbarski. Sui giornali sportivi italiani c'era qualche accenno ai campionati esteri, i tempi delle varie PayTV, del digitale terrestre e di Sky erano ancora lontani.

Rovine romane in RathausplatzDa allora ho cominciato ad interessarmi anche al calcio tedesco ed a tifare per la prima squadra di Colonia, nome originale 1. FC Köln, quando la quasi totalità dei miei amici che seguivano la Bundesliga tenevano al Bayern Monaco. Nulla di strano, sono anticonformista di carattere. Nel campionato italiano tifo da sempre Fiorentina, e sono circondato da tifosi di Inter, Milan e Juventus. Dal calcio al resto, il passo è stato breve. Studiando storia, ho scoperto che fu fondata dal popolo degli Ubi nel 39 a.C. accordandosi con i Romani di occupare la riva sinistra del Reno. Poco più di un secolo dopo, nel 49 d.C., Agrippina Minore, moglie dell'imperatore Claudio, chiese ed ottenne che il villaggio dov'era nata fosse elevato a rango di colonia. Ecco perchè in suo onore, fu chiamata Colonia Agrippinensis. Testimonianze dell'occupazione romana si hanno nella Rathausplatz, la piazza del Municipio, dove si possono ammirare alcune rovine dell'epoca, e nel vicino Römisch-Germanisches Museum, il museo romano-germanico, che conserva numerosi reperti.

Duomo di ColoniaColonia, che personalmente definisco "la Firenze di Germania", fonde antico e moderno, con la sua Cattedrale Gotica, la più grande del Nord Europa, i numerosi musei e le modernissime industrie ed infrastrutture. Non è una metropoli troppo caotica come Berlino o come possono essere Monaco o Amburgo. Però è cosmopolita e le varie etnie (soprattutto turca, ma anche belga, data la vicinanza col confine) convivono pacificamente. Ogni anno, sull'esempio del Columbus Day e di altre manifestazioni simili a New York, le varie etnie organizzano sfilate in costume tra le strade della città, con balli, musica, giochi, ai quali anche i coloniesi partecipano e si lasciano coinvolgere ben volentieri. È a Colonia che sfila, ad esempio, il gay pride, partendo dal Cranachwäldchen (bosco ceduo sulla riva sinistra del Reno), paradiso dei nudisti e degli omosessuali. Non a caso, le guide definiscono Colonia come "la città più tollerante della Germania".

Museo della cioccolataÈ anche una città molto "italianizzata": la famosa e pregiata acqua di Colonia è stata inventata dall'italiano Giovanni Maria Farina (in tedesco Johann Maria Farina) ed oggi il museo Farina è uno tra i più visitati della città. Gli italiani, inoltre, hanno portato prodotti tipici nostrali, dal gelato agli spaghetti, dal prosciutto di Parma, servito in abbinamento con salumi locali, alla sambuca, tanto per citarne alcuni. I ristoranti italiani a Colonia sono molto numerosi e non è infrequente che anche i menu dei locali tipici coloniesi siano tradotti anche in italiano. Dal canto loro, i coloniesi apprezzano molto i prodotti italiani, in primis il caffè espresso ed il cappuccino, specie se servito con una spolverata di cacao amaro.

Colonia è anche famosa per il suo carnevale, il più antico e famoso di Germania (risale all'epoca napoleonica), che inizia ogni anno alle 11:11 dell'undici novembre; le scuole chiudono per alcuni giorni e ragazzi ed adulti sfilano accanto ai carri allegorici. Una bellissima città, bellissima atmosfera, bellissima gente... Ma il fatto che le guide la definiscano come "la città più tollerante della Germania" e che vi si respiri un'atmosfera fatta di calore e di allegria, non significa che Colonia non possa nascondere una metà oscura, come direbbe Stephen King. Il luogo ideale per commettere delitti.

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